A inizio 2025 una piccola azienda cinese di nome DeepSeek ha fatto qualcosa che ha scosso il mercato globale dell'intelligenza artificiale: ha rilasciato un modello open source che a parità di prestazioni costa circa un decimo di ChatGPT. Le azioni di Nvidia sono scese del 17% in un giorno. I quotidiani americani titolavano "Il momento Sputnik dell'AI". Eppure, in Italia, pochissimi conoscono questo strumento. Vale la pena raccontarlo.

Cosa è DeepSeek

DeepSeek è il prodotto di una startup di Hangzhou, in Cina, fondata da Liang Wenfeng, un ex gestore di hedge fund che ha investito i propri soldi in AI. Hanno costruito modelli che competono con OpenAI ma con due differenze fondamentali: sono open source (chiunque può scaricarli) e costano molto meno da addestrare e usare. La rivoluzione non è tanto nella qualità (paragonabile a GPT-4) ma nell'economia: dimostrano che si può fare AI di livello mondiale senza i miliardi di dollari di OpenAI.

Come provarlo

Tre modi:

1. chat.deepseek.com — interfaccia tipo ChatGPT, registrazione con email, gratuita per uso personale. Funziona benissimo in italiano. Per chi vuole solo provare.

2. Tramite Hugging Face — i modelli sono pubblici e scaricabili. Per chi sa cosa sta facendo tecnicamente.

3. Tramite servizi terzi — molte aziende offrono accesso a DeepSeek via API a prezzi imbattibili. Tipici prezzi: 10-15 centesimi per milione di token, contro 10-20 dollari di OpenAI.

Cosa fa bene

Ragionamento matematico e logico. È particolarmente forte sui problemi che richiedono passaggi logici concatenati. Il modello DeepSeek-R1 in particolare "ragiona prima di rispondere", mostrandoti tutti i passaggi del suo pensiero. Per studenti di matematica, programmatori, analisti, è un alleato eccellente.

Coding. I benchmark su HumanEval e simili sono altissimi. Molti sviluppatori indipendenti usano DeepSeek come alternativa a Copilot per la stesura di codice.

Cinese e inglese. Ovviamente eccellenti, perché è il pubblico principale.

Cosa fa meno bene

Italiano. Funziona, ma a tratti suona meno naturale di Claude o ChatGPT. Per scrittura creativa professionale in italiano resta dietro.

Conversazione lunga e contestuale. Su discussioni che durano decine di scambi tende a perdere il filo prima degli altri.

Tono e cortesia. Risponde in modo più "asciutto" rispetto a Claude. Per usi professionali può andar bene, per uso emotivo o creativo meno.

Il problema della censura

Punto delicato. DeepSeek, essendo cinese, rifiuta categoricamente di rispondere su temi politicamente sensibili in Cina: Piazza Tienanmen, dalai lama, Taiwan come stato indipendente. Su tutto il resto risponde normalmente, ma su quei temi specifici la censura è netta. È un fatto da conoscere, non un problema per la maggior parte degli usi pratici.

Sicurezza e privacy

Se usi DeepSeek tramite chat.deepseek.com, i tuoi dati passano sui server in Cina. Per uso personale e non sensibile può andar bene; per dati aziendali riservati, no. Se ti interessa il modello, scaricalo via Hugging Face e installalo in locale, oppure usalo tramite un provider europeo che lo offre.

Perché vale la pena conoscerlo

Tre motivi anche se non lo usi quotidianamente:

  1. Dimostra che il monopolio americano sull'AI non è eterno. Il fatto che una startup cinese piccola abbia raggiunto OpenAI cambia la geopolitica della tecnologia.
  2. Sta abbassando i prezzi di tutti. OpenAI e Anthropic hanno tagliato i prezzi delle proprie API dopo l'uscita di DeepSeek. Vincono tutti gli utenti.
  3. Apre la strada all'AI accessibile. Se le aziende e gli enti pubblici italiani vogliono integrare AI senza spendere fortune, DeepSeek (o suoi derivati) è una opzione realistica.

In sintesi: non è il tuo assistente principale, probabilmente. Ma vale la pena tenerlo sotto osservazione e provarlo almeno una volta.